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Aggiungere sottotitoli a un video per i social

Aggiungere i sottotitoli a un video è la cosa che più cambia il risultato sui social, perché la maggior parte delle persone guarda senza audio. Qui trovi cosa sono SRT e VTT, le regole che rendono un sottotitolo leggibile e un metodo rapido per correggere i sottotitoli automatici prima di pubblicare.

Perché i sottotitoli contano più dell'audio sui social

Chi scorre Instagram, TikTok o Facebook dal telefono lo fa spesso in treno, in sala d'attesa, a letto accanto a qualcuno che dorme o in ufficio. In tutte queste situazioni il volume è a zero. Il video parte in automatico, muto, e hai un paio di secondi per far capire di cosa parla. Se tutto il messaggio sta nella voce, chi guarda vede una persona che muove la bocca e passa oltre. Per questo, prima ancora di pensare al montaggio, conviene decidere come aggiungere i sottotitoli al video.

Il testo sullo schermo fa tre lavori diversi. Il primo è ovvio: rende comprensibile il video senza audio. Il secondo è l'accessibilità. Le persone sorde o con un udito ridotto seguono il contenuto solo se c'è il testo, e lo stesso vale per chi non parla bene la tua lingua e legge più facilmente di quanto ascolti. Il terzo lavoro è meno visibile: un file di sottotitoli è testo vero, che le piattaforme possono leggere e indicizzare. YouTube, per esempio, usa le didascalie per capire di cosa parla un video, e un testo pulito con i nomi scritti bene aiuta anche la ricerca interna dei social.

C'è poi un vantaggio pratico per chi produce contenuti. Una volta che hai la trascrizione, hai già la base per la descrizione del post, per una versione scritta sul blog o per un riassunto. Se registri lezioni, interviste o riunioni, puoi trasformare la stessa trascrizione in un documento ordinato con convertire un video in documento, con riassunto e capitoli. Ma partiamo dai sottotitoli, che sono il pezzo che si vede.

File SRT cos'è, e la differenza con VTT e sottotitoli impressi

Quando si parla di sottotitoli si mescolano tre cose diverse. Conviene separarle, perché ognuna va caricata in un posto diverso.

  • SRT (SubRip): è il formato più diffuso. È un semplice file di testo con blocchi numerati: un numero, una riga con l'orario di inizio e di fine (per esempio 00:00:04,200 --> 00:00:06,900) e una o due righe di testo. Lo apri con qualsiasi editor di testo. Lo accettano YouTube, Facebook, LinkedIn, Vimeo e quasi tutti i programmi di montaggio. Sono sottotitoli «chiusi»: chi guarda può attivarli o disattivarli.
  • VTT (WebVTT): è il cugino pensato per il web. La struttura è quasi identica, ma l'intestazione è WEBVTT e i millesimi si separano con il punto invece che con la virgola. È il formato che usano i lettori video HTML5, quindi serve se pubblichi il video sul tuo sito o in una piattaforma di corsi online.
  • Sottotitoli impressi (detti anche «bruciati» o hardcoded): il testo fa parte delle immagini del video. Non si può spegnere e si vede ovunque, anche dove il file separato non è supportato. È la scelta normale per Reel, TikTok e Shorts, perché lì il video circola, si scarica, si ricondivide nelle storie, e un file SRT allegato non lo segue.

La regola che ti evita brutte sorprese è questa: conserva sempre il file SRT anche se poi imprimi il testo nel video. Il testo impresso è definitivo. Se scopri un nome sbagliato dopo la pubblicazione, con il file a parte correggi una riga e ri-esporti in un minuto; senza, devi rifare tutto. Il file ti serve anche per riutilizzare lo stesso video su YouTube con didascalie attivabili, per tradurlo in un'altra lingua o per ricavarne il testo della descrizione.

Un'ultima nota sui sottotitoli automatici delle app. Instagram e TikTok offrono didascalie generate al volo, comode ma poco controllabili: il testo resta legato a quel post, la correzione si fa riga per riga sul telefono e non hai un file da riutilizzare altrove. Se pubblichi lo stesso contenuto su più piattaforme, lavorare su un SRT tuo è più rapido alla seconda pubblicazione.

Sottotitoli per Instagram e TikTok: le regole di leggibilità che si notano

Un sottotitolo scritto bene non si nota: lo leggi senza accorgertene. Uno scritto male ti costringe a fermare il video. Le regole che fanno la differenza sono poche e vengono dalla sottotitolazione professionale per la televisione, adattate al telefono.

  1. Al massimo due righe per volta. Tre righe coprono mezza inquadratura in verticale e non si fanno in tempo a leggere.
  2. Circa 42 caratteri per riga, spazi compresi. È la misura classica: sta in un'occhiata. In un video verticale 9:16, dove la larghezza è poca, conviene restare anche sotto, sui 30-35, se il carattere è grande.
  3. Mai meno di un secondo sullo schermo, mai più di sette. Sotto il secondo il testo lampeggia e non si legge; oltre i sette secondi l'occhio torna a rileggere la stessa frase e perde il ritmo del video.
  4. Taglia per senso, non per pausa. La trascrizione automatica tende a spezzare dove chi parla prende fiato, ma le pause non coincidono con la sintassi. «Domani porto / la torta al mare» si legge male; «Domani porto la torta / al mare» si legge bene. Non separare l'articolo dal nome, la preposizione da ciò che regge, il verbo ausiliare dal participio.
  5. Lascia libera la parte bassa e quella alta. Su TikTok e nei Reel l'interfaccia copre il fondo (nome, descrizione, musica) e il lato destro (pulsanti). Il testo impresso va un po' sopra il terzo inferiore, lontano dai bordi.

Per i video brevi funziona bene anche lo stile «karaoke», con poche parole alla volta e la parola pronunciata evidenziata: tiene l'occhio sul centro dello schermo. Se parti da un video lungo e vuoi ricavarne clip verticali già pronte, con questo tipo di sottotitoli parola per parola, puoi creare short da un video invece di montarli a mano uno per uno.

Un dettaglio che spesso si dimentica: la punteggiatura conta. Un punto interrogativo mancante cambia il tono di una frase, e senza virgole un sottotitolo di due righe diventa un blocco unico. Tienila, ma togli le ripetizioni e gli intercalari («cioè», «diciamo», «allora») quando non aggiungono niente: chi legge non ha bisogno di ogni esitazione.

La revisione obbligatoria: nomi, sigle, cifre e marchi

Qualsiasi trascrizione automatica, anche ottima, sbaglia sempre nelle stesse cose. Non nelle parole comuni, che riconosce bene, ma in quelle che non ha mai sentito o che si possono scrivere in più modi:

  • Nomi propri: persone, paesi piccoli, vie, locali. Un cognome come Brambilla di solito esce giusto; uno raro o straniero spesso no.
  • Sigle: ASL, INPS, CAF, SPID, o le sigle interne della tua azienda. Possono uscire minuscole, staccate o trasformate in una parola simile.
  • Cifre: date, prezzi, percentuali, numeri di telefono. «Il 15» può diventare «quindici», e «due e cinquanta» non dice se sono euro o orari.
  • Marchi e nomi di prodotto, con le loro maiuscole e grafie particolari.

Il modo più rapido per controllarli non è guardare il video dall'inizio alla fine, ma lavorare sul file TXT, che è il testo pulito senza orari. Il metodo che ti fa risparmiare tempo:

  1. Prima di aprire il file, scrivi su un foglio i nomi, le sigle e le cifre che sai di aver detto nel video. Sono di solito una decina.
  2. Apri il TXT e cercali uno per uno con la funzione Trova (Ctrl+F o Cmd+F). Se un nome non compare, cerca le prime lettere: è lì, scritto in un altro modo.
  3. Leggi il testo una volta di seguito, ad alta voce se puoi. Le frasi che suonano strane sono quasi sempre quelle con un errore.
  4. Quando hai la lista delle correzioni, applicale anche al file SRT con «Trova e sostituisci». Le righe di testo sono le stesse, cambiano solo gli orari intorno.

Così una revisione di un video di dieci minuti si chiude in pochi minuti invece che in mezz'ora. Se il video ha un audio difficile, con musica alta o più persone che parlano insieme, aspettati più errori e dedica qualche minuto in più ai passaggi sovrapposti.

Ricorda anche di controllare che le correzioni non allunghino troppo le righe. Se sostituisci «Asl» con «Azienda sanitaria locale», quella riga del SRT potrebbe superare i 42 caratteri: in quel caso spezzala in due o accorcia la frase.

Trascrivere un video in testo con Airpic, passo per passo

Per avere i sottotitoli automatici di partenza, e poi rifinirli, ti basta trascrivere un video in testo con Airpic. Non serve un account né un abbonamento, e il video viene cancellato dopo il lavoro: un'ora dopo il download, al massimo un giorno, e non si usa mai per addestrare modelli. Il calcolo avviene su GPU nell'Unione europea.

  1. Carica il video. Trascinalo nella pagina o sceglilo dal telefono. Va bene anche un file solo audio, se hai registrato la voce a parte.
  2. Scegli la lingua parlata nel video, oppure lascia che venga riconosciuta da sola. Il riconoscimento copre 99 lingue, quindi funziona anche per un'intervista in inglese o un video con un ospite straniero.
  3. Avvia il lavoro e aspetta: vedi l'anteprima del testo quando ha finito. Vedere il risultato è gratis.
  4. Scarica lo ZIP. Dentro trovi quattro file: TXT (il testo pulito, quello da rileggere), SRT (per YouTube, Facebook, LinkedIn e i programmi di montaggio), VTT (per il tuo sito o i corsi online) e JSON (con gli orari, utile se lavori con strumenti tuoi). I sottotitoli arrivano già divisi in blocchi di al massimo due righe da 42 caratteri e non più di sette secondi.
  5. Rivedi. Applica il metodo della sezione precedente sul TXT, poi riporta le correzioni nel SRT e nel VTT con «Trova e sostituisci».
  6. Pubblica. Carica il SRT dove la piattaforma lo accetta, oppure importalo nel tuo programma di montaggio per imprimerlo nel video verticale, e tieni da parte il file corretto per la prossima volta.

La prima trascrizione completa del mese si scarica gratis; dopo si usano crediti che non scadono, e trovi i dettagli nella pagina dello strumento. Se il tuo obiettivo è un insieme di clip verticali già sottotitolate, invece di un file da caricare, guarda anche come creare short da un video. Per tutto il resto, comincia da qui: trascrivere un video in testo e avere SRT, VTT e TXT pronti da rivedere.

FAQ

come mettere i sottotitoli a un video gratis

Puoi generare la trascrizione con uno strumento automatico, scaricare il file SRT e caricarlo sulla piattaforma o nel programma di montaggio. Con Airpic vedere il risultato è gratis e la prima trascrizione completa del mese si scarica senza pagare, senza creare un account.

file srt cos'è e come si apre

È un file di testo con blocchi numerati: un numero, l'orario di inizio e fine e una o due righe di sottotitolo. Si apre con qualsiasi editor di testo, come Blocco note o TextEdit, e lo leggono quasi tutti i lettori video e i programmi di montaggio.

meglio sottotitoli automatici di instagram o file srt

Le didascalie automatiche dell'app sono comode per un singolo post, ma restano legate a quel video e si correggono a mano sul telefono. Un file SRT tuo lo correggi una volta e lo riusi su YouTube, Facebook, LinkedIn o nel montaggio per TikTok.

quanti caratteri per riga devono avere i sottotitoli

La misura classica è circa 42 caratteri per riga, al massimo due righe, e ogni sottotitolo tra uno e sette secondi sullo schermo. Nei video verticali con caratteri grandi conviene restare sui 30-35 caratteri.

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